Le vie dell'acqua
Padova è nata e si è sviluppata all'interno dei bacini idrografici dei fiumi Brenta e Bacchiglione che di conseguenza hanno fortemente condizionato il tessuto urbano. In passato, tali corsi d'acqua erano fondamentali per l'economia cittadina, in particolar modo per la presenza di numerosi mulini e per la loro evidente funzione commerciale, secondariamente per congiungere la città con la vicina Venezia e gli altri centri della provincia di Padova. Inoltre, i canali hanno rappresentato a lungo un valido complemento delle opere di fortificazione della città. Le opere di ingegneria fluviale che si sono susseguite nel corso dei secoli, soprattutto per impulso del Magistrato alle Acque della Repubblica di Venezia, hanno permesso di ridurre il rischio di esondazioni che potessero interessare il tessuto urbano della città.
Oggi è quasi impossibile percepire la Padova dai numerosi canali che l'avevano resa uno dei porti fluviali più importanti d'Italia. Non per questo, in città si possono ancora trovare le tracce dell'antico rapporto dell'acqua come la presenza dei vari ponti ancora esistenti o dai loro resti come il sottopassaggio pedonale di riviera dei Ponti Romani con l'iscrizione dei nomi dei magistrati che commisionarono la costruzione. Sorti nel Medioevo sono invece il Ponte di San Giovanni delle Navi e il Ponte dei Tadi, le porte di epoca medioevale costituivano le soglie del circuito di mura più antico, costruito lungo il Bacchioglione e i canali navigabili: esitevano in origine diciannove, collegate ad altrettanti ponti.
I principali corsi d'acqua cittadini
- Brenta, che origina dai laghi di Levico e Caldonazzo, percorre il confine nord di Padova delimitando il quartiere Nord dai comuni limitrofi.
- Bacchiglione dopo aver ricevuto a Tencarola le acque del Brenta tramite il canale Brentella, entra in città al Bassanello da ovest dove si divide in tre tronchi
- Canale di Battaglia, antico canale artificiale (XII secolo) che si distacca dal fiume Bacchiglione in località Bassanello, ora nella periferia meridionale della città, per dirigersi quindi verso i centri a sud della provincia, ricongiungendosi poi attraverso la rete dei canali con il tratto finale del fiume.
- Canale Scaricatore, che volge verso ovest costruito dal governo Austriaco nel 1830 per regolamentare le piene del fiume e rimaneggiato negli anni 1920. Convoglia all'esterno della città la maggior parte delle acque del fiume.
- Tronco Maestro che volge verso nord e che costeggia il centro storico ad ovest e a nord, fino alle Porte Contarine; fungeva da canale difensivo per il lato nord-ovest delle mura duecentesche. Era utilizzato soprattutto per la navigazione.
- Naviglio Interno, che si dirama dal Tronco Maestro, attraversa il centro storico a sud e ad est, seguendo quello che era il percorso del Medoacus e si ricongiunge con il ramo principale alle Porte Contarine. Era utilizzato soprattutto per alimentare i molini e se ne distaccano diversi canali secondari, tra i quali il canale di Santa Chiara che esce dalla città verso sud-est per ricongiungersi poco oltre con il canale Piovego.
- Canale Piovego, si origina dalla confluenza del Tronco Maestro e del Naviglio Interno presso le Porte Contarine e quindi prosegue verso il Brenta e quindi Venezia, delimitando a nord le mura cinquecentesche.
