Basilica di Sant'Antonio

Da Giotto a Donatello, un concentrato di capolavori da scoprire
Basilica di Sant'Antonio da Padova

La Basilica di Sant'Antonio a Padova, conosciuta dai padovani semplicemente come il "Santo", è la più importante chiesa della città e una delle più grandi e visitate al mondo. Non è comunque la cattedrale patavina, titolo che spetta al Duomo. La Basilica, eretta tra il 1232 e il 1310 per custodire la tomba di Sant’Antonio da Padova, sorge probabilmente nel luogo in cui esisteva già una chiesa dedicata a Maria e inglobata, successivamente, nella Basilica come Cappella della Madonna Mora. Nel 1229 venne edificato anche il convento dei frati accanto la chiesetta fondato probabilmente dallo stesso Sant’Antonio.

La chiesa, dalla struttura complessa, presenta una caratteristica fusione di stili: dal romanico al gotico, dal bizantino al moresco. A causa della sua importanza strutturale,fu subito oggetto di grande attenzione, tanto che furono chiamati i più famosi artisti dell’epoca per decorarla, a partire da Giotto il quale sembra abbia lavorato alla realizzazione del Capitolo dei Frati, nell’omonimo chiostro. Senza dimenticare Andrea Mantegna, artefice della realizzazione della lunetta del portale maggiore raffigurante i santi Antonio e Bernardino. Le tre porte di bronzo sono state realizzate dall’architetto Camillo Boito.

L’interno è un concentrato di capolavori a partire dall’altare maggiore, al centro di un’abside ampio, uno dei monumenti più prestigiosi della Basilica, nonché uno dei punti di riferimento del Rinascimento italiano. L’altare fu ideato ed eseguito da Donatello, autore anche delle sculture in bronzo dorato che adornano l’altare, del Crocifisso che sovrasta l’altare e della Deposizione in pietra situata dietro l’altare.

Tra le nove cappelle interne alla chiesa, la più importante è quella denominata Cappella delle Reliquie o Tesoro. Eretta in stile barocco alla fine del seicento da un allievo del Bernini, Filippo Parodi. Qui sono custodite le numerose reliquie del Santuario: tra le più venerate vi sono la lingua incorrotta del Santo e il suo mento. Nella cappella è anche custodito il sasso che servì ad Antonio come guanciale all’Arcella, la sua tunica e le casse lignee che contennero i suoi resti. Va anche ricordata la Cappella del beato Luca Belloni in cui è racchiuso l’ultimo ciclo di affreschi eseguito dal pittore Giusto de’Menabuoi raffiguranti i santi Filippo e Giacomo. Gli affreschi, in parte deteriorati, sono stati più volte restaurati.

Grande importanza è rivestita anche dal chiostro del Museo Antoniano che ospita oltre alla lunetta del Mantegna, anche le pale d’altare del Tiepolo e tanti altri capolavori artistici; nonché una biblioteca i cui sono conservati dei libri molto antichi.

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