I centri della cultura
Visitando Padova è inevitabile non farsi incantare dalle bellezze della Cappella degli Scrovegni. Edificata nei primi anni del trecento per volontà di Enrico Scrovegni, il quale intendeva redimere la fama del padre riconosciuto come noto usuraio, è considerata il capolavoro della pittura del Trecento italiano ed europeo e racchiude il ciclo più completo di affreschi realizzato dal grande maestro toscano Giotto.
Tali affreschi rappresentano uno dei momenti più alti dell'arte occidentale, nonché il più alto capolavoro della fase matura di Giotto. Colore e luce, poesia e pathos; l'uomo e Dio; il senso della natura e della storia, il senso di umanità e di fede fusi assieme per narrare in un modo unico e irripetibile le storie della Madonna e di Cristo.
A Giotto venne affidato il compito di raffigurare una sequenza di storie tratte dal Vecchio e dal Nuovo Testamento che culminavano con la morte e la resurrezione del Figlio di Dio e con il “Giudizio Universale”, allo scopo di sollecitare chi entrava nella Cappella a rimeditare sul suo sacrificio per la salvezza dell'umanità.
Nel 1276, accanto all'antico convento degli Eremitani, fu edificata la Chiesa degli Eremitani in onore dei santi Filippo e Giacomo. La chiesa era in origine molto ricca di decorazioni, ma queste andarono in larga parte perdute durante il bombardamento americano.
Al suo interno si trovano resti degli affreschi di Andrea Mantegna e di altri pittori come Ansuino da Forlì. La cappella maggiore, nell’abside, è decorata con ciclo di affreschi di Guariento, famoso pittore del Trecento veneziano, conservatosi solo per metà. A destra e sinistra dell’ingresso si trovano i due monumenti funebri di Ubertino e Giacomo II da Carrara,realizzati dalo scultore veneziano Andriolo de Santi.
All'interno del convento, ora sede dei Musei Civici, è custodita la "Croce Dipinta" realizzata da Giotto nel 1304 e destinata in origine alla Cappella degli Scrovegni. Oltre a un’importante raccolta di bronzetti, significativo genere artistico sviluppatosi a Padova negli anni del Rinascimento, il Museo ospita anche opere di arte antica, medievale e moderna.
Tra il 1840 e il 1842 Antonio Pedrocchi, geniale imprenditore, commissionò la realizzazione dello storico e glorioso Caffè Pedrocchi. L’interno nacque suddiviso in due zone con funzioni differenti: il Caffè vero e proprio, aperto ininterrottamente, e per questo conosciuto come il “Caffè senza porte”; e il "Caffè Ridotto", riservato all’alta società padovana e destinato a feste, incontri d’affari, riunioni massoniche: per questo motivo ebbe un ruolo importante durante il Risorgimento.
Pedrocchi fece decorare, da diversi artisti, il piano nobile del Caffè con immagini raffiguranti la storia della civiltà dell'uomo. La loro sequenza illustra la progressiva crescita della civiltà attraverso una lettura personale dei vari periodi storici: etrusco, greco, romano, rinascimentale, napoleonico, egizio.
Il Pedrocchino, la pasticceria in stile neogotico fu aggiunto nel 1838 al primo edificio da Giuseppe Jappelli, progettista di tutto il complesso.
Il maestoso Palazzo della Ragione è uno dei più importanti del Medioevo italiano ed è l'antica sede dei tribunali cittadini di Padova ed è una delle aule sospese più ampie d’Europa. Edificato nel 1218 è uno dei più celebri monumenti civili eretti all’epoca dei Comuni. Tra il 1306 e il 1308 venero apportati dei cambiamenti: fu ideata una nuova copertura a forma di carena di nave rovesciata e i tre grandi ambienti in cui era suddiviso il piano superiore divennero un‘unica grande sala conosciuta come il Salone e sede dei tribunali cittadini. All'interno è presente la nera pietra del vituperio, su cui venivano fatti sedere i debitori insolenti prima di essere esiliati.
La grande sala fu affrescata da Giotto intorno al 1312, ma gli affreschi giotteschi furono gravemente danneggiati nel 1420, da un incendio che distrusse l’archivio dei Carraresi ed in seguito furono restaurati. L’attuale decoro raffigura un ciclo astrologico ispirato all'Astrolabium Planum dello scienziato Pietro d'Abano, 1200 metri quadrati e 333 affreschi con affascinanti teorie sull'influsso degli astri e dei pianeti, sui vizi e le virtù dell'uomo, l'influsso degli astri e dei cieli sulle attività umane e sui caratteri.
Attualmente il Salone è adibito ad esposizioni e manifestazioni, mentre il pianterreno è destinato, come in passato, a mercato di generi alimentari.
